Comacchio - Case, palazzi e altri monumenti

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Palazzi
Palazzo Bellini
(1868-1870)
Dimora gentilizia, costruita in stile neorinascimentale. Acquistata dal Comune e completamente restaurata. Attualmente sede della Galleria d'Arte contemporanea, della Biblioteca, dell'Archivio Storico, della Sala Convegni e dell'Assessorato alle Istitutizioni Culturali, al Turismo e alla Scuola.

Palazzo Patrignani (sec XVI)
Più volte restaurato. Probabile sede dell'antico convento della chiesa di S. Nicolò, come testimoniano i ritrovamenti di antiche pavimentazioni. Patrizio signorile; residenza del patriota comacchiese Antonio Buonafede (1759-1814). Nel 1859 sede del Governatorato. In seguito acquistato dalla famiglia Patrignani, ricchi possidenti terrieri che qui vi si stabilirono verso la fine del XIX sec., che diede alla costruzione il volto attuale. Ai Patrignani si deve l'attuale abbellimento degli interni, con affreschi che ornano i soffitti del piano nobile in stile liberty. Oggi vi si tengono corsi universitari.

Palazzo della Salina
Sede degli uffici del Monopolio di Stato per le Saline di Comacchio.

Palazzo Tura (1715)
Posto di fronte alla Cattedrale tra via San Giovanni Bosco e corso Mazzini. Su base pressoché quadrata. Facciata in cotto veneziano. Si sviluppa su due piani con una torretta centrale. Costruito dal monaco Zanoli, restaurato dall'attuale proprietario e riportato all'antico splendore. Di particolare rilievo la preziosa scala con balaustra in marmo policrome, opera dell'architetto bolognese Edoardo Odoardo Stefano Collamarini (1863-1928), eretta in sostituzione di quella originaria, andata distrutta.

Palazzo Vescovile (fine sec XVI - inizi sec XVII)
Dimora dei governatori di città. Nel 1745 ceduto dalla comunità al vescovo Cristoforo Lugaresi, con l'obbligo di erigervi il seminario e le scuole pubbliche. 1748-1986 residenza dei vescovi della Diocesi di Comacchio. Sale destinate ad accogliere la preziosa documentazione storico-artistica.
Bibliografia:
Paliotto Lorenzo (cur.), Aspetti di vita sociale nella diocesi di Comacchio nei secoli XVII e XVIII. Visite pastorali, sinodi diocesani, Relationes ad limina, Bologna, Nuova Alfa Editoriale, 1993


Altri edifici di interesse
Antica Pescheria (sec XVII)
Solo occasionalmente in funzione.

Loggia dei Cappuccini

Loggia dei Mercanti del Grano (1620 o 1621?)
Eretta per opera del cardinale Giacomo Serra. Adibita a deposito di grano per i poveri di Comacchio. A pianta regolare, sostenuta da colonne di marmo.

Manifattura dei Marinati
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Monumento dei Bersaglieri

Municipio

Riccardo I (1910?, 1920?)
È l'ultima comacina di Comacchio, la terza imbarcazione storica italiana riconosciuta quale "Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico" (dopo la lancia Assunta del 1925 e il lancione Saviolina del 1928).
Imbarcazione a fondo piatto da trasporto, spinta da due vele.
Priva di chiglia, prua e poppa, costruita nei cantieri Marchetti di Chioggia, è lunga 23 m e larga 5,46 m.
Imbarcazione acquistata dal Gruppo Volontario "La Comacina" di Comacchio. Vittorio Zappata, armatore, proprietario e restauratore dell'imbarcazione. Ripristinata nelle sue antiche sembianze. Molto simile ad un "burcio" della laguna veneta ma con la prua "a dritto" anziché "a fondo rialzato". Nel 2004 riconoscimento dal Ministero dei Beni Culturali. Stazza lorda di 48,19 ton. Oggi visibile presso il Canale Lombardo di Comacchio.
Si deve alla collaborazione fra due diversi enti, ISTIAEN di Venezia e la Soprintendenza per i Beni Demoantropologici di Bologna, la formulazione della necessità di praticare la pratica di vincolo conclusasi con la posa sull'albero maestro di una targa che riporta la dichiarazione di bene culturale.
Bibliografia:
Rosa Alain (cur.), Riccardo I°. L'ultima Comacina di Comacchio. Storia di un recupero, Ministero per i Beni e le attività culturali, Gruppo Volontari La Comacina, ristampa giugno 2006

Torre dell'Orologio (1130 c. crollato 22 marzo 1816, ricostruita 1824)
A forma ottagonale irregolare. Poggia su un basamento in pietra d'Istria. Presenta al centro una nicchia con la statua della Beata Vergine della Visitazione, terracotta di Francesco Vidoni (?), tardo Cinquecento (?).

Vecchio ospedale San Camillo (1778-1784)
Edificio fiancheggiato da due piccoli campanili. Costruito per volere del cardinale Francesco Carafa (legato a Ferrara 1778-1786), progetto degli architetti della Legazione Antonio Foschini (1741-1813) e Gaetano Genta (1750-1837). Nel 1970 ha cessato di essere ricovero per malati.


Bibliografia
(opere selezionate)
AA.VV., Ristrutturazione urbanistica e architettonica di Comacchio 1598-1659. L'età di Luca Danese, Ferrara, Gabriele Corbo, 1994
Gelichi Sauro (cur.), L'isola del Vescovo. Gli scavi archeologici intorno alla Cattedrale di Comacchio, Borgo S. Lorenzo, All'Insegna del Giglio, 2009
Zamboni Aniello, La fabbrica del nuovo Ospedale degli Infermi a Comacchio (1771-1811) nell'età del Riformismo pontificio, Ferrara, Corbo, 1997

  

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